Forum i2a

Benvenuto nella piattaforma di discussione promossa da i2a istituto internazionale di architettura in collaborazione con gli studenti della facoltà di architettura d'interni della SUPSI. L'istituto si pone l’obiettivo di promuovere il dibattito pubblico su temi di sviluppo urbano e territoriale di attualità e portare un contributo marcante alla divulgazione nell’ambito dell’architettura. Qui hai la possibilità di condividere il tuo pensiero su tutti questi temi.

Sima Faroqi Tami, architetto

sima faroqi tami

Da un punto di vista architettonico e urbanistico, come descriveresti l’attuale situazione ticinese? E dello specifico caso luganese?

un disastro. Un disastro nel senso che ci sono tante belle architetture e tantissime brutte. Non sono allo stesso livello. Non credo che sia così solo a Lugano ma un po’ dappertutto al mondo.

Quali soluzioni si potrebbero adottare per (eventualmente) migliorare la situazione?

Prima mi riferivo a Lugano città: vedo il Ticino in generale in modo diverso, molto più bilanciato. Lugano è una città che non ha più storia, tante cose belle sono state distrutte, tante cose brutte sono state costruite, non ha carattere e secondo me sta andando avanti ancora così o forse è troppo tardi per salvarla.

Quale contributo può dare un forum d’architettura come i2a in questo senso e a fronte della discussione dell’altra sera?

Quello che state facendo è un passo iniziale ed è molto positivo. Funzionerà o no non lo so, ma lo spero. Secondo me l’architettura è un’attività molto intellettuale, che non c’entra molto con il popolo. Uno che vuole costruire una casa non pensa alla teoria dell’architettura, pensa a risparmiare soldi, a farsi una casetta comoda per la famiglia come l’hanno fatto i suoi genitori. Non c’è una coscienza architettonica: purtroppo nella maggior parte della gente, non solo qua, in tutto il mondo è così. E cercare di scavare, cercare la soluzione per mettere insieme questi due punti è una cosa molto difficile. Però questo è un primo passo. Un forum come a Basilea o Zurigo è un’ottima idea. Secondo me qui è un deserto culturalmente, non c’è nulla e una goccia d’acqua è una goccia d’acqua. Ci sono due gallerie d’arte belle, ma per l’architettura non c’è niente. Il resto lasciamolo stare. Apriamo le porte, anche se trovo molto difficile far interessare la gente. Come fare a parlare a gente non abituata a questo tipo di discorsi? È una domanda difficile, forse lanciare più seminari, mostre, esposizioni, articoli, forse sui giornali più banali che la gente vede tutti i giorni, veramente farlo diventare una cosa pubblica. Ma il pericolo lì è perdere la qualità intellettuale dell’architettura. Nel bene e nel male lo sviluppo dell’architettura nella sua storia è stato questo, è un’attività intellettuale, è un lusso. Uno che ha la cultura e ha i soldi va da un architetto noto e lo paga e gli fa fare una bellissima opera, ma una persona normale che non ha né cultura né soldi cosa deve fare. Sono due mondi completamente separati e come farli avvicinare, non lo so. E quando Bürkle (presidente dell’Architektur Forum Zürich) diceva che il problema sono gli architetti, io sono d’accordo. Secondo me siamo su un altro livello, non riusciamo a contattare la gente normale. Il problema è quello. Forse mi sbaglio ma io penso che sia così.

Sima Faroqi Tami, architetto