Forum i2a

Benvenuto nella piattaforma di discussione promossa da i2a istituto internazionale di architettura in collaborazione con gli studenti della facoltà di architettura d'interni della SUPSI. L'istituto si pone l’obiettivo di promuovere il dibattito pubblico su temi di sviluppo urbano e territoriale di attualità e portare un contributo marcante alla divulgazione nell’ambito dell’architettura. Qui hai la possibilità di condividere il tuo pensiero su tutti questi temi.

Marco Gianini, architetto

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Da un punto di vista architettonico e urbanistico, come descriveresti l’attuale situazione ticinese? E dello specifico caso luganese?

Una situazione dove la visione globale è di un certo disordine, questo non vuol dire che architettonicamente non vi siano degli elementi di qualità, ma effettivamente la carenza in Ticino non è di qualità architettonica, ma è di visione urbana e qui manca totalmente la visione urbana, perché appunto la percezione generale è di disordine.

Quali soluzioni si potrebbero adottare per (eventualmente) migliorare la situazione?

Non è facile rispondere e non è facile il percorso da fare. Il percorso è quello di vedere in una visione macro-urbanistica che cosa si vuole fare di questo Cantone, di questo pezzo di territorio che si trova incuneato in una realtà che non ci appartiene istituzionalmente, ma che comunque fa parte, almeno in parte, della nostra realtà. Io penso in modo particolare alla regione del Ceresio che è divisa storicamente dal Medioevo e mantiene queste divisioni che impediscono uno sviluppo organico e razionale. Penso al fatto che Porlezza vada per i fatti suoi, Porto Ceresio pure e Ponte Tresa. Nella realtà questa regione dovrebbe appartenere ad una stessa amministrazione. Quindi in una visione futura di avvicinamento all’Europa, indipendentemente da come stanno andando le cose qui in questo paese, ci sono delle possibilità di risolvere diversamente queste divisioni dovute a delle obbedienze medievali – pensiamo ad esempio all’enclave di Campione: risale all’alto medioevo l’appartenenza di Campione a un monastero milanese, per quale motivo gli Svizzeri quando invadono il Sottoceneri rispettano questo territorio? Perché non era sotto la dominazione del vescovo di Como. Sono queste cose che fanno sì che Campione è italiana oggi. Il problema in una futura visione di un’Europa più unita, federale senz’altro ma più unita, evidentemente questi problemi dovranno essere risolti. Io penso alla regione del Ceresio solamente.

Quale contributo può dare un forum d’architettura come i2a in questo senso e a fronte della discussione dell’altra sera?

i2a potrebbe fare un bel discorso nel far capire alla popolazione che una cosa è l’architettura e forse un’altra cosa è l’urbanistica, che non si devono mescolare le due cose, perché quando si parla di queste questioni molto spesso i concetti si confondono. Questa penso che sia la cosa principale. Quando si parla di architettura si parla di un manufatto, di un complesso. Quando si parla di urbanistica si parla di qualcosa di diverso. Nell’urbanistica ci sono dentro gli spazi vuoti, gli alberi, i viali, c’è lo spazio pubblico, non solo lo spazio privato. Nell’attuale situazione si privilegia lo spazio privato, quindi non esiste tutto il resto. Tutto il resto può tranquillamente essere invaso dalle automobili, dai parcheggi e altro. E poi le persone pensano che sia del tutto normale che la città debba svilupparsi così. Quello che preoccupa è l’abitudine delle persone a vedere la città così, ma non è detto che debba per forza essere così, altrove non è così e quindi può essere qualcosa di diverso. Con rispetto per la nostra storia che non vuol dire che si debba mantenere assolutamente tutto, i piccoli muretti e le cose di poca consistenza, ma vuol dire rispettare nel concreto e a fondo la storia del paese.

Marco Gianini, architetto