Forum i2a

Benvenuto nella piattaforma di discussione promossa da i2a istituto internazionale di architettura in collaborazione con gli studenti della facoltà di architettura d'interni della SUPSI. L'istituto si pone l’obiettivo di promuovere il dibattito pubblico su temi di sviluppo urbano e territoriale di attualità e portare un contributo marcante alla divulgazione nell’ambito dell’architettura. Qui hai la possibilità di condividere il tuo pensiero su tutti questi temi.

Claudio Chiapparino, Direttore Dicastero Eventi e Turismo Città di Lugano

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Da un punto di vista architettonico e urbanistico, come descriveresti l’attuale situazione ticinese? E dello specifico caso luganese?

Si è sentito parlare di una ideale città diffusa, di una “Città Ticino”. È chiaro che la morfologia del cantone è molto articolata e molto problematica dal punto di vista dei collegamenti e si spera che con Alptransit venga migliorata non solo la viabilità nazionale e internazionale ma anche quella locale per avvicinare di più i poli trainanti delle città. La cosa più importante dovrebbe essere invece la volontà di collaborazione tra le persone che governano e possono creare dei ponti tra queste città, proprio perché il bisogno anche a livello urbanistico e architettonico è quello, mettendo insieme le forze territoriali, di riuscire a venderci a livello più internazionale sia come immagine che come capacità di produzione di cultura: siamo noti come territorio ma spesso ci “guardiamo un po’ troppo nell’ombelico”. Dovremmo invece metterci insieme per guardare oltre e farci notare, perché in un piccolo territorio come il nostro ci sono energie enormi. C’è una forte creatività e questo, secondo me, dovrebbe essere più riconosciuto a tutti i livelli, non soltanto a livello urbanistico e architettonico. A questo aspetto credo abbia contribuito l’architettura e il paesaggio, come allo stesso tempo potrebbe anche contribuire a migliorare la situazione.

Quali soluzioni si potrebbero adottare per (eventualmente) migliorare la situazione?

Si confermo, da una parte questa volontà di collaborazione, e posso forse aggiungere una capacità di lettura e trasformazione del territorio attraverso progetti forti da una parte e progetti di collegamento. Ma anche attraverso la volontà di governo da parte di chi costruisce e di chi gestisce il territorio, volontà che renda giustizia ad un modo di vivere l’urbanità e il territorio più vivace e più confacente a nuove tendenze piuttosto che rimanere sempre arroccati su un vecchio sistema del territorio. Faccio un esempio molto banale, quello della “piazza monumento”: siamo molto abituati ad avere dei monumenti nelle piazze mentre nel mondo e anche qui in Ticino si sta cominciando a intravedere invece una necessità e un bisogno di vivere gli spazi che siano capaci di creare collegamenti, relazioni, piuttosto che rimandi alla memoria del passato, ad una memoria un po’ asettica. Invece c’è bisogno di una memoria forte, che allo stesso tempo sia capace di creare relazioni che generano futuro.

Quale contributo può dare un forum d’architettura come i2a in questo senso?

L’abbiamo visto in questi due giorni qui al Parco Ciani a Lugano. Ci sono stati due relatori che hanno affrontato due temi fondamentali. Ma soprattutto si è vista la voglia del pubblico, del cittadino di assistere, di discutere, di avere dei criteri per comprendere meglio le cose e di poter partecipare alla discussione. C’è una notevole quantità di fattori oggi per capire com’è lo spazio urbano e come si può trasformare, fattori difficili da interpretare. Le conferenze di oggi ad esempio hanno dato delle chiavi di lettura diverse ma molto interessanti, hanno aperto molti orizzonti, anche per me sono state molto interessanti e io stesso, nonostante sia un addetto ai lavori, ho imparato molte cose. Quindi è molto importante che un istituto come i2a continui a contribuire in questo senso ad una formazione e provocazione delle coscienze rispetto ai fattori che costituiscono la capacità di sviluppo da parte dell’uomo di interazione col territorio per fare in modo che si ragioni e si costruisca meglio, in modo più cosciente, interessante e vivace e questo grazie a incontri, approfondimenti, workshop, letture. Penso che come già è stato fatto in questi giorni e in questi anni, credo che ci sia un modo nuovo di leggere e di far leggere la realtà del territorio, che è utili anche a tutti i cittadini. Si parla molto di certi istituti, vedi l’Accademia di Architettura che è molto importante per gli architetti, per chi studia e per chi lavora sul territorio ma vediamo quanto è fondamentale oggi anche per il cittadino comprendere certi fenomeni, perché poi magari sempre di più si vota sui piani regolatori, si influenza la riflessione o l’azione su un territorio. Conoscere, capire, poter interpretare, confrontarsi per tutti oggi diventa una necessità e non soltanto per gli addetti ai lavori. Si chiede loro sempre di più di scendere dal piedistallo e di cominciare a confrontarsi. Qualcuno vorrebbe anche “scazzottare” con i cittadini e gli utenti che poi usano gli spazi e credo che questa interazione diventi sempre più importante. I momenti come quelli offerti da i2a sono fondamentali.

Claudio Chiapparino, Direttore Dicastero Eventi e Turismo Città di Lugano