Forum i2a

Benvenuto nella piattaforma di discussione promossa da i2a istituto internazionale di architettura in collaborazione con gli studenti della facoltà di architettura d'interni della SUPSI. L'istituto si pone l’obiettivo di promuovere il dibattito pubblico su temi di sviluppo urbano e territoriale di attualità e portare un contributo marcante alla divulgazione nell’ambito dell’architettura. Qui hai la possibilità di condividere il tuo pensiero su tutti questi temi.

Carla Borla, docente pensionata

carla borla

Da un punto di vista architettonico e urbanistico, come descriveresti l’attuale situazione ticinese? E dello specifico caso luganese?

Io ho molta preoccupazione per come sta evolvendo il territorio nel Ticino e vedo molte volte con disappunto sorgere delle cose molto brutte, sinceramente. Vedo distruggere memorie molto belle, quindi da questo punto di vista esprimo la mia preoccupazione, sono abbastanza d’accordo con quello che diceva Titta Carloni: siamo un paese che si sta tirando la zappa sui piedi senza rendersene conto, in modo abbastanza allegro e spensierato. Per quello che riguarda Lugano, io sono nata e cresciuta qui e da molti anni vivo lontano da Lugano, in campagna, ma mi sembra che sia veramente una città un po’ morta ammazzata. Nei quartieri dove vivevo io e tutto attorno mi ricordo da ragazza che c’erano villette, persino un maniscalco, c’era la casa rossa degli artisti, Guido Cotti eccetera. Era una piccola città di provincia ma con un suo carattere. Ho visto sorgere mano a mano tutti questi edifici, banche e tutto il resto. Praticamente non è più una città abitata e quello che colpisce molto è che in qualsiasi altra città si vada si ritrova il nucleo storico e si apprezza veramente il carattere di quella città. Mentre Lugano il suo cuore l’ha distrutto. Sinceramente devo dire che l’operazione LAC con la sua piazza adesso mi piace. Mi sembra un tentativo di aprire la città sul lago. Ho apprezzato molto che si possa vedere il chiostro che non avevo mai visto, che è stato recuperato molto bene. Però di per sé questa operazione speculativa, che basta vedere dall’alto, fa abbastanza paura per quanto riguarda la densità degli edifici. Che poi non sono nemmeno abitati.

Quali soluzioni si potrebbero adottare per (eventualmente) migliorare la situazione?

È difficile dirlo. Sicuramente cercare di salvare il salvabile. Penso che aveva ragione un architetto italiano, di cui adesso non ricordo il nome, che diceva qualche anno fa che le generazioni future avrebbero dovuto demolire quello che era stato costruito male dalle precedenti generazioni.
Lugano ha ancora degli sprazzi belli, essere sul quai per esempio è bellissimo, anche la rinaturalizzazione della foce in fondo è una bella operazione anche se è costata moltissimo. Però come tessuto sociale all’interno della città mi sembra che è abbastanza il deserto. Io abito in Capriasca e quando vengo in città alla sera quasi c’è da aver paura. Se non sei proprio lì in centro non gira proprio nessuno.

Quale contributo può dare un forum d’architettura come i2a in questo senso?

Sicuramente grande perché c’è moltissimo lavoro da fare, probabilmente già partendo dalle scuole. I cittadini secondo me dovrebbero mobilitarsi ancora di più di quello che fanno e il vostro ruolo può essere molto importante. È chiaro che occorrono delle competenze, occorre lo sguardo di chi sa quali sono anche i valori cosiddetti immateriali delle cose. Quindi il fatto che ci sia un forum di architettura è urgente e importante, quindi vi auguro veramente di avere successo. Il nostro ruolo è quello di ascoltarvi e di mobilitarci. So per esperienza che le nostre autorità politiche sono piuttosto sorde a questo tipo di discorso. Quindi magari bisognerebbe anche cambiare la classe politica, e non è facile: non credo più alle rivoluzioni. È dura ma bisogna darsi da fare comunque.

Carla Borla, docente pensionata