Forum i2a

Benvenuto nella piattaforma di discussione promossa da i2a istituto internazionale di architettura in collaborazione con gli studenti della facoltà di architettura d'interni della SUPSI. L'istituto si pone l’obiettivo di promuovere il dibattito pubblico su temi di sviluppo urbano e territoriale di attualità e portare un contributo marcante alla divulgazione nell’ambito dell’architettura. Qui hai la possibilità di condividere il tuo pensiero su tutti questi temi.

Rosa Pisoni, pensionata

rosa pisoni

Da un punto di vista architettonico e urbanistico, come descriveresti l’attuale situazione ticinese? E dello specifico caso luganese?
Nello specifico caso luganese non direi caotica, ma direi molto alternativa, perché non c’è uno stile preciso, sebbene io ama molto i palazzi antichi, come per esempio questa villa, o qualche palazzo nel centro. Mi piacciono certi spazi, come certe vie, come via Franscini, è spaziosa e ha il moderno e l’antico che mi pare sia ben coordinato.
Dal punto di vista urbanistico, da una parte la città funziona. Dall’altro sono stati fatti degli interventi che hanno ristretto gli spazi. Faccio l’esempio di quella specie di giardino alla pensilina: non trovo che sia ben adeguato sebbene il verde mi piace. Non è in armonia con il tutto però.

Quali soluzioni si potrebbero adottare per (eventualmente) migliorare la situazione?
All’improvviso, così, non saprei risponderle. Certamente si potrebbe fare qualcosa. Mi viene da pensare dal punto di vista viario: alcune vie sono ben servite dai servizi pubblici, altre vie per raggiungerlo deve fare 300 metri di strada a piedi. Magari in alcuni posti passano tre numeri di bus, in un’altra nessuno.

Quale contributo può dare un forum d’architettura come i2a in questo senso?
Penso che i2a, con le sue conferenze e le sue manifestazioni, dà una conoscenza non solo della città di Lugano, ma una conoscenza più generale di cui si è parlato anche questa sera. Questo lo trovo molto interessante.
Il Cantone Ticino è in una fase di trasformazione profonda in cui ci sono dei cambi di paradigma che interessano sia a livello sociale che realizzativo e costruttivo tutto l’insieme delle persone che abitano questo paese. Stiamo uscendo da una società rurale, non siamo ancora entrati in una società urbana: abbiamo delle difficoltà a pensare come uomini di città perché siamo ancora troppo legati alle nostre radici territoriali e culturali. Dobbiamo effettivamente fare delle riflessioni e valutare quali vie dobbiamo percorrere per garantire comunque una qualità a questo territorio che stiamo lentamente costruendo ma anche lentamente perdendo.

Rosa Pisoni, pensionata